Milano: a Stadera la scuola si fa spazio di relazione. Dalla fiaba alla boxe per conoscere se stessi - CIAI

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Abbracciare i propri limiti, scoprire la gentilezza attraverso il gioco e trasformare l’energia, perfino le aggressività in consapevolezza. Su questi elementi si fonda l’attività del Presidio Educativo di CIAI nel quartiere Stadera, a Milano, che abbiamo visitato per osservare da vicino l’impatto dei percorsi di contrasto alla povertà educativa all’interno dell’IC Palmieri.

La fiaba: espressività teatrale come specchio

La giornata è iniziata all’ultimo piano della scuola, uno spazio interamente rigenerato e dedicato alle attività  pomeridiane del Presidio di CIAI. Qui, alcuni studenti e studentesse di seconda media, guidati con passione da educatori e educatrici, sono stati protagonisti di un laboratorio teatrale.

Attraverso travestimenti – parrucche, mantelli, occhiali colorati… – che hanno scatenato l’entusiasmo, la piccola compagnia ‘teatrale’ ha messo in scena la storia di un Duca e di una Duchessa in un paese lontano in cui tutti i dolci erano stati banditi.  La finzione scenica è diventato così uno strumento pedagogico fondamentale: mascherarsi non è solo un gioco, serve per uscire dai propri ruoli quotidiani e soprattutto – come ha precisato Ilaria, una delle educatrici – “è un modo per sperimentare nuove forme di relazione, allenare la gentilezza e rafforzare il senso di appartenenza al gruppo in un clima di gioia e condivisione”.

Il ring della crescita: l’esperienza alla palestra ZAM

Il percorso è proseguito verso la Polisportiva ZAM, una palestra popolare dove i ragazzi hanno concluso il loro ciclo di lezioni di boxe. Sotto la guida di istruttori esperti, lo sport si è rivelato un potente alleato della crescita emotiva.

“All’inizio le famiglie erano molto perplesse e un po’ ‘resistenti’ sulla scelta di questo tipo di attività –spiega Stefano, educatore del presidio – perché pensano che i loro figli frequentino un semplice doposcuola e non un luogo in cui, accanto al potenziamento della didattica, svolgiamo attività che favoriscono l’ascolto e il rispetto reciproco, il rispetto delle regole, la gestione del contatto fisico.

In questi mesi, il ring non è stato un luogo di scontro, ma di incontro. Attraverso la boxe, i giovani hanno imparato a comprendere il confine tra forza e e aggressività, a gestire lo spazio proprio e altrui, “imparare l’importanza di chiedere scusa e di incanalare l’energia in modo costruttivo”, come anche gli istruttori di boxe hanno evidenziato.

Un supporto concreto per la comunità e le famiglie

L’attività del Presidio Educativo non si esaurisce nel tempo trascorso con i ragazzi, ma rappresenta un presidio di fondamentale per la scuola Palmieri, una di quelle con maggiore presenza di bambini, bambine e adolescenti di seconda generazione o con passato migratorio. Offrire alternative pomeridiane di qualità — che spaziano dal potenziamento scolastico ad attività motorie e artistico-creative — significa dare una risposta alle famiglie di Stadera e contrastare gli effetti di medio e lungo periodo della povertà educativa.

Recapiti
Francesca Mineo