L’ANEV stigmatizza l’approccio usato da Report per attaccare l’eolico con temi e accuse non documentate. Si è fatto passare come vero il fatto che gli impianti eolici in Sicilia vengano realizzati senza che la rete consenta la loro connessione. Questo è falso, infatti, tutti gli impianti realizzati allora e negli ultimi anni, hanno avuto connessioni efficaci alla rete. Inoltre i processi autorizzativi sono rigidi e approfonditi, le due diligence bancarie sono stringenti e le verifiche amministrative e finanziarie sono estremamente rigorose.
Roma, 11.05.2026
L’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento, rigetta categoricamente l’impostazione contraria all’eolico emersa dalla puntata di Report di ieri 10 maggio 2026 che partendo da un caso specifico, fa passare una serie di notizie non vere e un generale messaggio negativo contro l’eolico.
La trasmissione di ieri ha infatti proposto una narrazione profondamente fuorviante e priva di fondamento scientifico riguardo allo sviluppo degli impianti eolici in Italia, e in particolare in Sicilia e nel Veneto. Basti pensare che si racconta, senza dare indicazione specifica di un impianto specifico, che sarebbero stati realizzati impianti in zone dove la rete non c’era, cosa falsa perché ovviamente gli impianti DEVONO avere una soluzione di connessione e tutti gli impianti realizzati in questi anni sono pienamente efficienti, funzionanti e collegati alla rete.
Inoltre, contrariamente all’immagine di superficialità dipinta dal servizio, gli impianti eolici in Italia seguono un processo autorizzativo estremamente rigoroso, che dura fino a 6 anni (contro i due previsti dalla legge). Non si tratta di semplici autorizzazioni amministrative: ogni impianto è sottoposto a verifiche stringenti su molteplici fronti: dal punto di vista amministrativo, il processo richiede valutazioni ambientali, studi di impatto visivo, analisi paesaggistiche, verifiche sulla compatibilità con i piani territoriali, coinvolgimento di enti locali e verifiche sulla sicurezza. Ogni fase è documentata, tracciabile e soggetta a controllo pubblico. Non è possibile realizzare un impianto eolico senza che il territorio, gli enti competenti e le comunità locali abbiano pieni poteri di controllo e opposizione. Ma c’è di più. Ogni impianto eolico finanziato da banche è sottoposto a una rigorosa due diligence bancaria. Non si tratta di una mera formalità: le banche, infatti, hanno il massimo interesse a verificare che il progetto sia fattibile, sostenibile, privo di rischi legali e ambientali.
Le banche non finanziano impianti fantasma o costruiti su basi fragili. Oltre alle banche, consulenti tecnici, ambientali, legali e finanziari indipendenti sono coinvolti nell’analisi e nella verifica di ogni progetto. Questa architettura di controlli multipli crea un sistema molto più protettivo di quanto il servizio di Report lasci intendere.
Nel caso dei supposti fondi pubblici che sarebbero il movente delle richiamate operazioni, semplicemente questi, da molti anni, NON ESISTONO PIÙ. La produzione dell’energia eolica, infatti, non solo non ha bisogno di incentivi, ma consente addirittura una produzione elettrica più economica che infatti consente alla nostra bolletta energetica di ridursi!
L’ANEV chiede maggiore responsabilità al giornalismo, chiede alla stampa giornalistica, sempre fondamentale per diffondere le corrette informazioni che sono alla base delle scelte strategiche, di operare con maggiore rigore, verificando i fatti prima di trasmetterli a milioni di spettatori. Le affermazioni diffuse nel servizio, prive di fondamento tecnico e smentite dalla realtà operativa, rischiano infatti di generare disinformazione su un settore critico per l’energia pulita e la sicurezza energetica dell’Italia che oggi, a causa delle crisi geopolitiche in corso, sono estremamente pericolosi.
Il settore eolico italiano è costruito su basi solide: iter autorizzativi stringenti, controlli finanziari multipli, verifiche tecniche rigorose. Non è perfetto — nessun settore lo è — ma è regolato, controllato e trasparente. Merita una narrazione basata sui fatti, non su semplificazioni sensazionalistiche che, in ultima analisi, danneggiano l’Italia proprio nel momento in cui accelerare la transizione energetica è una priorità strategica per sicurezza e sovranità energetica.
L’ANEV rimane disponibile al confronto costruttivo e alla verifica dei dati con qualsiasi media responsabile che desideri approfondire il tema con serietà scientifica.
Per ulteriori informazioni, Ufficio Stampa: Giorgia Pittiglio, comunicazione@anev.org