L'omaggio delle studentesse e degli studenti di UNISG a Carlo

Compatibilità
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Il primo giorno di lezione, Carlin ci ha insegnato cosa significasse essere sostenibili. Non ha usato spiegazioni in latino. Ci ha detto, invece, che questa parola condivide la radice con sustain, il pedale del pianoforte che allunga il suono delle note e crea quel bellissimo effetto di eco. Con quel messaggio ci stava dicendo che per creare un mondo sostenibile dovevamo far rumore. Ma non uno qualsiasi, un’armonia con proposito, che duri nel tempo e che arrivi a tutti. Ci diceva di essere visionari. Di mettere le nostre capacità a disposizione e andare avanti, senza avere paura degli errori. Carlin ci ha aperto le porte dell’università e del mondo, dando parole a quello che sentivamo essere il nostro richiamo. Ci ha dato anche i valori con cui vogliamo avanzare nella vita, propositi, passioni, amici e case in tutto il mondo.

«Adesso tocca a voi essere ambasciatori di queste idee», ci ha detto con la sua voce decisa, sempre ottimista, fidandosi pienamente di noi. Prendiamo questa responsabilità con orgoglio. Onestamente, anche con un po’ di paura di non riuscire a fare abbastanza. Ma, se lui ha fondato un’organizzazione in un piccolo paese d’Italia in un momento in cui l’imperialismo e la globalizzazione travolgevano tutto con un cibo standardizzato… perché dovremmo lasciarci frenare dall’ansia così diffusa in questi tempi? Perché credere a quello che il sistema di potere vuole farci credere, ovvero che non ci sia più nulla da fare?

È per questo che noi, gli studenti di Pollenzo, più forti e uniti che mai, continueremo ad andare avanti. Metteremo insieme ogni nostra energia per far espandere questo movimento in ogni angolo della mappa. Lo faremo credendo che sia possibile avere un mondo dove il cibo sia buono, pulito e giusto per tutte e tutti; dove l’acqua potabile sia un diritto e la sovranità alimentare una realtà; nel quale i saperi indigeni, gli agricoltori, allevatori, pescatori e artigiani saranno protetti dallo schiacciamento culturale. Vogliamo andare avanti celebrando la diversità umana, culturale e ambientale, e proteggendo il pianeta dall’industria dell’agrochimica, per consegnare un futuro sostenibile a chi verrà dopo di noi e a tutti gli esseri viventi. E anche se tutto ciò può sembrare un’utopia, sappiamo che con la convinzione, l’amore, la gioia e i compagni con cui camminare, la nostra lotta sarà realtà.

Lui era un innamorato della vita: della gente, del cibo, del ballo, delle Langhe e delle lotte con i suoi amici. Ci diceva: «Non si cambia il mondo avendo il terrore. Questa deve essere una lotta di gioia!». E seguendo il suo esempio, crediamo che fare le cose con amore sia l’azione più rivoluzionaria di questi tempi. Tutti noi, fortunati di aver vissuto l’università con Carlin, abbiamo il dovere di trasmettere questo alle prossime generazioni. Ricordando quanto fosse importante per lui parlare e ascoltarci, integrando tutte le differenze che possiamo avere tra di noi, senza lasciare nulla e nessuno da parte. Lotteremo per salvaguardare le borse di studio, gli spazi di dibattito e di incontro, le connessione con la terra e con i piccoli produttori. Mauro, il tuo grande amico, ci ha confidato che uno dei tuoi ultimi desideri è stato proprio questo: stare tutti assieme. Guardando al futuro, ci siamo detti che non cerchiamo un altro leader. Sappiamo che non c’è modo di sostituire Carlin. Ma non si tratta di avere il magone, perché questo movimento e questa università non finiscono qui. Noi, gli Alumni e tutte le generazioni che arriveranno, ci occuperemo di far crescere i semi che tu hai messo dentro ognuno di noi. Andremo avanti disseminandoli. E ad ogni modo, non vogliamo solo portare il tuo messaggio: vogliamo anche farci portavoce di nuovi messaggi, attualizzandoli con le sfide che affrontiamo in questo presente. Come diceva il tuo grande amico il Papa Francesco: faremo un po’ di casino! Ma un casino che ci dia forza e vitalità.

Carlin è stato fino ad ora l’host, l’ospite di tutte le nostre feste, cene e riflessioni. Adesso tocca a noi esserlo. Ci ha lasciato i consigli su come farlo, e anche su che musica far suonare, perché sappiamo che Cielito Lindo non può mancare.

Carlin, riposa in pace, perchè i tuoi giovani porteranno avanti tutto quello che hai iniziato. Continueremo a creare spazi per essere assieme senza uno schermo in mezzo, ad abbracciare le differenze e a costruire insieme. Continueremo a lottare affinché il cibo sia buono, pulito e giusto per tutti e tutte ovunque.

Con gioia ed uniti, semineremo le tue idee nei campi del mondo.
Grazie Infinite Carlin e buon viaggio,

Gli studenti della tua Università di Pollenzo


Qui la biografia di Carlo Petrini

Qui la selezione di foto

Qui una playlist video

Qui il saluto di Slow Food

In sua memoria è stata istituita la raccolta fondi su due progetti simbolo della sua eredità: gli Orti in Africa e le borse di studio per gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Recapiti
Press Slow Food