Non si spiegherebbero i suoi successi se non si tenesse in debito conto che la sua vera aspirazione non era tanto la gola, ma la terra: Monsignor Pompili ricorda Carlin
L’ho incontrato la prima volta per il terremoto di Amatrice.
Il 21 marzo ci siamo incontrati qua con le comunità Laudato si’. Di Carlin mi colpì il tratto elegante e la misura, non aveva un’idea troppo alta di sé ne si prendeva troppo sul serio, sapeva stare in un auditorium affollatissimo e un attimo dopo con tre amici senza cambiare postura e perdere di naturalezza. Mi sorprese lo sguardo pulito, privo di retropensieri, anche se qualche volta segnato da turbamenti. Carlin ha vissuto dentro precise ascendenze ideali, ma non può essere ricondotto a un partito: era un anarchico felice.
La biodiversità è stata la battaglia della sua vita, ma prima che alimentare la sua è stata una biodiversità culturale. Era un uomo libero, era capace di assaporare la vita. In lui il sapore si trasformava miracolosamente in sapere, una sapienza contadina – scarpe grosse e cervello fino.
Carlin non ha mai indossato i panni di una prefica del bel mondo antico. Ciò che lo ha salvato dal diventare un custode arcigno della natura, un ambientalista pedante, di quelli che annunciano la fine del mondo a ogni piè sospinto, è stata la logica che lo animava, non del dovere ma del piacere.
I suoi criteri erano più estetici che etici, coglieva più la gioia del sacrificio di ogni situazione. Il limite era la condizione della bellezza, non il nemico della pienezza. Non si spiegherebbero i suoi successi se non si tenesse in debito conto che la sua vera aspirazione non era tanto la gola, ma la terra. in un tempo già orfano del Padre, Carlin ha ritrovato la Madre Terra grazie all’intelligenza affettiva.
Ho assistito a indimenticabili siparietti con Papa Francesco quando cominciavano a parlare in dialetto. Mai mancava di citare Einstein: «L’uomo che non ha gli occhi aperti al mistero passerà attraverso la vita senza vedere assolutamente nulla».
Grazie Carlin perché ci hai aperto gli occhi su quel mistero buffo che è la vita, sempre con grazia e allegria,
Mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona
Qui la biografia di Carlo Petrini
In sua memoria è stata istituita la raccolta fondi su due progetti simbolo della sua eredità: gli Orti in Africa e le borse di studio per gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
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