Dumping contrattuale, allarme ancora contenuto | EbTer FVG - Format Research

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25 giugno 2026

Dumping contrattuale: fenomeno ancora limitato in Fvg, ma in crescita
Nel Terziario il 97,6% dei lavoratori è coperto dai contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Gli Enti bilaterali mettono a disposizione 500mila euro in welfare per imprese e dipendenti

Gli Enti bilaterali del Terziario e del Turismo del Friuli Venezia Giulia costituiti da Confcommercio e dalle principali organizzazioni sindacali hanno aperto il Programma 2026 di rimborsi per investimenti e costi sostenuti da imprese e lavoratori aderenti.

Il plafond complessivo è di 500mila euro, ma altre risorse si potrebbero aggiungere nel corso dell’anno: un’opportunità che si genera grazie alle previsioni di welfare bilaterale nei Ccnl sottoscritti da Confcommercio, Cgil, Cisl e Uil.

«È un’iniziativa consolidata e importante a favore dell’imprenditore e dei suoi collaboratori – commenta il presidente degli Enti bilaterali Fabio Pillon –, che potranno accedere a un sostegno sulle spese legate a situazioni diverse, che li coinvolgono direttamente o che interessano, nel caso dei dipendenti, figli e genitori».

Novità di rilievo per il 2026, la digitalizzazione per la compilazione della domanda, una soluzione che consentirà di accelerare i tempi di verifica delle domande e di erogazione del rimborso.

Quanto ai contenuti del Programma, confermati gli importi (contributi alle imprese da 500 a 2.000 euro; contributi ai lavoratori fino a 300 euro, con tetto che sale a 2.400 euro per assistenza straordinaria per malattia), non ci si discosta da quello precedente: cinque linee di intervento a sostegno del personale dipendente (formazione, salute, genitorialità e assistenza alla persona, trasporto pubblico, benessere) e tre linee per le imprese (formazione, sicurezza, innovazione tecnologica).

«Non si parla solo di un obiettivo assistenziale – sottolinea Pillon –, ma anche di qualità della vita. Un principio che è fortemente alla base del nostro contratto, ma purtroppo non di tutti i contratti».

Focus dumping contrattuale

Un concetto che ha anticipato il focus sul dumping contrattuale di cui hanno parlato il ricercatore di Ires Fvg Alessandro Russo e il direttore scientifico di Format Research Pierluigi Ascani nelle loro relazioni. «I dati ci dicono che in Fvg il dumping contrattuale è ancora un fenomeno contenuto – riassume Pillon –, soprattutto nel commercio e nel turismo, dove i contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative coprono il 99% dei lavoratori.

Sarebbe però un errore abbassare la guardia: dietro la corsa al ribasso sui costi si nascondono minori tutele, meno welfare e una concorrenza sleale che penalizza le imprese corrette».

FORMAT RESEARCH (DUMPING)

Il dumping contrattuale, spiega Ascani, risulta un fenomeno ancora non pienamente riconosciuto, ma in progressiva crescita nella percezione di imprese e lavoratori. Dal punto di vista delle imprese, viene associato soprattutto alla riduzione dei costi del personale, alla possibilità di praticare prezzi più bassi e a una maggiore flessibilità organizzativa. Le misure ritenute più utili per contrastarlo sono gli incentivi alle imprese che applicano correttamente i contratti e un rafforzamento dei controlli.

Tra i lavoratori, la conoscenza del fenomeno è abbastanza diffusa ma spesso superficiale. Cresce la quota di chi ritiene il dumping abbastanza o molto presente nel proprio settore, anche se la conoscenza diretta di casi concreti resta limitata.

Il fenomeno è percepito soprattutto come un fattore di penalizzazione economica, legato a retribuzioni più basse, differenze di trattamento, minori tutele e maggiore incertezza lavorativa. Più in generale, emerge una crescente attenzione verso le differenze tra contratti collettivi, non solo sul piano salariale ma anche rispetto a tutele, mensilità, contributi, ferie, permessi, welfare e formazione.

Tuttavia, soprattutto tra le imprese, queste differenze risultano ancora poco valorizzate nel mercato del lavoro, dove la retribuzione netta mensile continua a rappresentare il principale criterio di valutazione.

IRES FVG (DUMPING)


Negli ultimi anni si rileva un aumento dei contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni datoriali e sindacali minoritarie, che mirano a fare concorrenza al ribasso a quelli che hanno un analogo campo di applicazione, firmati dalle sigle maggiormente rappresentative.

I Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro firmati da Cgil, Cisl e Uil, in base ai dati forniti dal Cnel, informa Russo, nel Terziario del Fvg tutelano il 97,6% dei lavoratori dipendenti coperti dalla contrattazione collettiva (circa 116.000 su 119.000 nel 2024).

Da questo punto di vista le regioni del Nord evidenziano la copertura più elevata (superiore al 97%), mentre al Sud è generalmente più bassa (in Calabria si attesta all’86%).

A livello provinciale Pordenone e Trieste presentano l’incidenza maggiore (in entrambi i casi superiore al 98%), Udine e Gorizia dei livelli leggermente inferiori (intorno al 97%). Tra i principali settori del Terziario regionale la copertura più bassa dei Ccnl firmati dalle maggiori confederazioni sindacali si rileva nei servizi di pulizia (94,1%) e di vigilanza (83,1%).

I contratti “non confederali”, infatti, si concentrano soprattutto in settori economici caratterizzati da un alto grado di sostituibilità della forza lavoro e da una forte competizione sui costi.

Al contrario nel commercio e nel turismo le percentuali sono molto elevate e si attestano al 99%.

Tra i contratti “non confederali” che interessano il maggior numero di lavoratori nel Terziario regionale si possono menzionare: il Ccnl per il personale dipendente da imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi (firmato da Unilavoro Pmi e Confsal Fisals) e il Ccnl per i quadri direttivi, impiegati ed operai dipendenti dei settori del Commercio (firmato da Anpit, Aifes, Confimprenditori, Unica e per i lavoratori da Cisal Terziario E Cisal).

In entrambi i casi questi contratti riguardano più di 400 dipendenti in regione, inoltre il primo trova applicazione solo in provincia di Udine.

(Pordenone – Foto di Matteo Measso)
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