Repubblica Centrafricana: adolescenti al centro della protezione contro la violenza di genere | INTERSOS

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Nella sotto-prefettura di Bamingui-Bangoran, dove l’instabilità espone donne e ragazze a un rischio maggiore di violenza di genere, INTERSOS ha accompagnato 80 adolescenti in un percorso di tre mesi su diritti, autonomia e fiducia in sé stesse. 

La sotto-prefettura di Bamingui-Bangoran, nel Nord-Est della Repubblica Centrafricana, è segnata da una forte instabilità: i gruppi armati attivi nella zona continuano a provocare scontri, rapine e spostamenti di popolazione. In un contesto così fragile sul piano della sicurezza, le donne e le ragazze sono particolarmente esposte alla violenza di genere.  

Per ridurre questi rischi, INTERSOS, con il supporto dell’Unione Europea, ha realizzato il programma Girl Shine con 80 adolescenti di Bamingui e del villaggio di Zoukoutouniala, a 25 km da Ndélé. Un programma rivolto alle ragazze tra i 10 e i 19 anni che vivono in contesti di crisi, conflitto o sfollamento, con moduli educativi che hanno coinvolto anche i genitori e i tutori, per rafforzare le competenze delle partecipanti, la loro sicurezza, la loro autonomia e la fiducia in sé stesse. 

A Bamingui e a Zoukoutouniala il percorso è durato tre mesi e ha coinvolto 40 ragazze tra i 10 e i 14 anni e 40 tra i 15 e i 19. Insieme ai nostri team sul campo, hanno affrontato temi come il matrimonio forzato, l’istruzione, l’igiene mestruale e i rischi di violenza di genere ai quali possono essere esposte.

Alla cerimonia di consegna degli attestati, le adolescenti hanno messo in scena uno sketch che riassumeva quanto avevano imparato.

«Sono molto contenta di aver preso parte a questa formazione», racconta Germaine Djaha, una delle partecipanti di Bamingui. « Ora conosco i miei diritti di ragazza e sono anche in grado di sensibilizzare le mie coetanee sul problema dei matrimoni precoci che persiste nella mia comunità.»

Nel suo intervento, il segretario generale della sotto-prefettura di Bamingui, Michel Tomkounou, ha ricordato che le ragazze continuano a essere esposte alla violenza di genere e alle mutilazioni genitali femminili. L’abbandono scolastico resta un rischio concreto per molte di loro. Spesso la ricerca di un sostegno economico immediato finisce per compromettere l’istruzione delle giovani, portandole a matrimoni precoci o non scelti. 

Per il 2026 il piano di risposta umanitaria in Repubblica Centrafricana individua tra le priorità di protezione la sopravvivenza e il benessere delle popolazioni colpite dalle crisi, da garantire attraverso servizi integrati e inclusivi, attenti ai bisogni specifici di donne, uomini, bambini e giovani, comprese le persone con disabilità.

È in questa direzione che continua il lavoro di INTERSOS nella sotto-prefettura di Bamingui-Bangoran: ridurre i rischi di violenza di genere, migliorare l’accesso ai servizi di supporto e fare in modo che ogni ragazza sappia di avere dei diritti e possa esercitarli.

Recapiti
Elena