Algeria. L'OIPA International chiede la fine degli abbattimenti di randagi e scrive alle Autorità

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L’OIPA International ha rivolto un appello urgente alle autorità algerine in seguito alla ricezione di un’ampia documentazione relativa a campagne comunali finalizzate all’uccisione di cani randagi e, in alcuni casi, di gatti in diverse aree del Paese. La richiesta riguarda una revisione immediata delle pratiche di controllo letale e l’adozione di soluzioni umane e scientifiche basate sull’approccio One Health.

La documentazione ricevuta dall’OIPA comprende avvisi comunali ufficiali, comunicazioni pubbliche e materiale di supporto relativi a operazioni segnalate nel corso del 2025 e del 2026 nei comuni situati nelle province di Tizi Ouzou, Bejaia, Boumerdes, Ouargla, Relizane, Tiaret, M’Sila, Ain Temouchent, Chlef e Khenchela.

Tra i documenti esaminati dall’OIPA, particolare preoccupazione ha destato un avviso ufficiale emesso ad Ait Mahmoud, nella provincia di Tizi Ouzou, per il periodo compreso tra il 13 luglio e il 13 agosto 2026. L’avviso fa esplicito riferimento all’uccisione di cani e gatti randagi tramite un metodo chimico, nello specifico l’avvelenamento.

Altre comunicazioni comunali documentano operazioni condotte in orario notturno e includono istruzioni ai residenti di tenere chiusi in casa i propri cani e gatti durante lo svolgimento degli interventi.

A Chechar, nella provincia di Khenchela, un avviso sanitario comunale ufficiale ha programmato operazioni ripetute per il 28 luglio e il 4, 11 e 18 agosto 2026, indicativamente tra le 23:00 e le 4:00 del mattino. La comunicazione fa riferimento anche alla partecipazione di un’associazione venatoria locale, chiede ai residenti di segnalare le zone in cui sono presenti animali randagi e consiglia ai proprietari di custodire i propri animali durante le operazioni.

Un’ulteriore comunicazione ufficiale emessa dal Comune di Khenchela il 9 agosto 2026 invitava i residenti a individuare i luoghi in cui si trovavano animali randagi, annunciando che un intervento avrebbe avuto luogo la notte stessa.

L’OIPA riconosce pienamente la responsabilità delle autorità pubbliche di proteggere le comunità dalla rabbia e da altre zoonosi e di rispondere in modo efficace alle sfide legate alle popolazioni di cani randagi.
Tuttavia, le ripetute campagne letali non affrontano le cause alla base del randagismo e non possono sostituire la prevenzione a lungo termine, le cure veterinarie e le strategie sostenibili di gestione della popolazione animale.

Per questo motivo, l’OIPA sollecita le autorità algerine a passare a un approccio globale One Health, riconoscendo la stretta interconnessione tra salute umana, salute animale e ambiente.

Una prevenzione efficace della rabbia e una gestione sostenibile delle popolazioni di animali randagi dovrebbero includere misure quali la vaccinazione di massa dei cani contro la rabbia, la sterilizzazione, le cure veterinarie, la sorveglianza epidemiologica, l’identificazione e il possesso responsabile, la prevenzione dell’abbandono e la sensibilizzazione della comunità.

Anche la dimensione della salute umana deve rimanere centrale. Il tempestivo accesso alla profilassi post-esposizione alla rabbia per le persone che potrebbero essere state esposte al virus, in particolare nelle comunità a più alto rischio, è un elemento essenziale di una strategia di prevenzione integrata.

L’uso segnalato di veleni desta particolare preoccupazione. Oltre alle gravi e potenzialmente prolungate sofferenze che le sostanze tossiche possono causare agli animali, la loro dispersione nell’ambiente può comportare rischi per gli animali da compagnia di proprietà e per la fauna selvatica non bersaglio, compresi uccelli e mammiferi selvatici.

Tali sostanze possono anche compromettere la biodiversità ed esporre potenzialmente specie selvatiche protette dalle normative di conservazione nazionali o internazionali, creando al contempo più ampie preoccupazioni per l’ambiente e la sicurezza pubblica laddove vengano utilizzate sostanze pericolose in aree accessibili alla popolazione.

L’OIPA ha pertanto chiesto alle autorità algerine competenti di chiarire se l’uso di sostanze tossiche per il controllo degli animali randagi sia autorizzato dalla legislazione nazionale e, in caso affermativo, secondo quale quadro giuridico, veterinario e di sanità pubblica e subordinatamente a quali garanzie.

Nel suo appello istituzionale, l’OIPA chiede alle autorità algerine di rivedere immediatamente l’uso dell’avvelenamento e di altri metodi non umani e di indagare sulle operazioni comunali documentate nel materiale ricevuto.

Oltre alla comunicazione formale indirizzata alle autorità algerine competenti, l’OIPA ha portato il caso all’attenzione delle Nazioni Unite in Algeria, condividendo le proprie preoccupazioni e la documentazione di supporto per favorire una più ampia attenzione istituzionale sulla questione.

La comunicazione internazionale è stata impostata attorno all’approccio One Health, sottolineando la necessità di affrontare la prevenzione della rabbia e la gestione del randagismo attraverso politiche coordinate capaci di proteggere la salute umana, la salute animale e l’ambiente.

L’OIPA continuerà a seguire gli sviluppi in Algeria e rimane a disposizione per il dialogo e la cooperazione con le autorità competenti e i rilevanti soggetti coinvolti a livello nazionale e internazionale.

Leggi la lettera sul sito di OIPA International

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