5 scrittrici contemporanee (italiane e straniere) da leggere ora | Libri Mondadori

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Scrittrici contemporanee: la letteratura femminile dall'Italia al mondo

Nonostante le donne non abbiano mai ricoperto ruoli fondamentali nel panorama letterario del passato, nel contesto moderno le scrittrici contemporanee - italiane e straniere - emergono con il loro talento straordinario, offrendo a lettrici e lettori prospettive uniche e voci potenti.

In questo articolo andiamo alla scoperta di alcune autrici del momento, che a nostro parere spiccano su molte altre, e delle loro opere più recenti, evidenziando il loro contributo alla ricchezza e alla diversità della letteratura mondiale.

Le tematiche affrontate nei loro libri sono spesso varie, e riflettono la complessità della condizione umana. Inoltre, molto spesso, le scrittrici di oggi esplorano le sfide delle donne nel contesto moderno, dando voce a esperienze spesso trascurate. La diversità di stili e idee offre a chi legge un ampio spettro di possibilità, dall'introspezione poetica alla narrativa sociale e politica.

Queste autrici, come molte altre, stanno contribuendo in modo significativo alla crescita di un nuovo patrimonio letterario, arricchendo il dibattito culturale e offrendo nuove prospettive. Attraverso le loro opere, queste donne non solo narrano storie indimenticabili, ma plasmano anche il futuro della letteratura, dimostrando che la voce femminile è un elemento cruciale nell'affresco della scrittura.

Buona scoperta, buona lettura!

1. Lucy Steeds

Cresciuta a Londra, si è laureata in Letteratura inglese al Jesus College di Oxford e si è formata presso la Faber Academy e l’Emerging Writers Programme della London Library. Il suo romanzo d’esordio, L’Artista, ha riscosso un grande successo di critica e pubblico, vincendo il Waterstones Book of the Year e il Waterstones Debut Fiction Prize 2025. Già finalista ai British Book Awards, l’opera è stata inoltre candidata al prestigioso Women’s Prize for Fiction e al Walter Scott Prize ed è tradotta in venti lingue. Dopo aver vissuto a Parigi e Singapore, oggi l’autrice si divide tra Amsterdam e Londra.

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L'Artista

In un’assolata giornata di giugno del 1920, il giovane giornalista inglese Joseph Adelaide arriva in una sonnolenta cittadina del Sud della Francia. La strada polverosa davanti a lui separa i campi di lavanda da un placido ruscello; in mano stringe l’invito del grande pittore Edouard Tartuffe, che da anni vive recluso tra le mura di un casale remoto.

Per la prima volta dopo lungo tempo, Tartuffe sembra intenzionato a rilasciare un’intervista e ciò potrebbe dare una svolta alla carriera del giovane. L’impresa si rivela tutt’altro che semplice: per convincere lo scorbutico misantropo a concedergli ciò che vuole, Joseph dovrà addirittura piegarsi a posare per lui. Tra le mura di quella che inizialmente appare come una vera e propria natura morta, con tanto di fiori secchi e lenzuola ingiallite, si muove però una presenza luminosa: è Ettie, la nipote di Tartuffe.

Giorno dopo giorno, la ragazza solerte e silenziosa cucina, pulisce, e soprattutto asseconda gli umori e le manie dello zio. È lei che permette al genio dell’artista di esprimersi senza fastidi. Ben presto Joseph si lascia ammaliare da quell’atmosfera insolita, dominata dall’arte, dal cibo e dal desiderio, cedendo infine al fascino di Ettie, che osserva ogni cosa restando ai margini della scena. Joseph intuisce che, proprio come lui, anche lei porta i segni di antiche ferite e tra i due nasce un’intimità sempre più forte.

In quella casa, però, ognuno custodisce un segreto, a partire da Ettie che, protetta dalla penombra, ha coltivato per anni il suo...

2. Rebecca Quasi

Rebecca Quasi è una signora di mezza età che scrive per hobby. Nella vita vera è una maestra di scuola primaria e ha una laurea in Filosofia. Vive in Emilia, è sposata e ha tre figlie. Nel tempo libero, legge, scrive, cammina, va al cinema e a teatro. Ha esordito nel 2016 con Didattica del sesso per gufi e zanzare, a cui sono seguiti molti altri titoli autopubblicati. Una zitella d’oro è il suo primo romanzo edito da Mondadori.

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Una zitella d'oro

Miss Cecily Higgins, come ogni fanciulla che si rispetti, è alla ricerca di un marito. Dotata di un’intelligenza vivace e di un certo pragmatismo, si prepara alla stagione mondana con piglio scientifico, riempiendo pagine e pagine di quaderni con le strategie più sofisticate per affrontare la caccia all’uomo. Cecily è persino disposta ad accontentarsi, in fondo sa di non essere ricca e di non provenire da una famiglia importante: non c’è spazio per indugiare in fantasticherie romantiche.

Sfortunatamente, la ragazza non ha fatto i conti con la sfacciataggine del duca di Wessex, il gentiluomo più ambito dell’alta società, che una sera la invita a danzare per scommessa. Nonostante l’impaccio, l’attrazione fra i due è palpabile, ma le gerarchie sociali non permettono altro, oltre a quel ballo. In compenso, l’innocuo gioco del duca si trasforma in un evento capace di mutare il destino della fanciulla. Un solo giro di valzer basta a fare di Miss Higgins una zitella...

La storia di un’eroina ribelle e indipendente. Un appassionante romance storico ambientato nell’Ottocento, tra sfarzosi balli di gala, segreti, equivoci e amori tormentati.

3. Elena D'Agostino

Professore associato di Scienza delle finanze all’Università di Messina, dove si è laureata in Giurisprudenza nel 2003. Nelle sue ricerche si occupa delle dinamiche strategiche che influenzano il comportamento umano, esplorando soprattutto i punti di incontro tra economia e diritto. Vive a Messina con il marito e i figli.

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La settima faccia del dado

Fra lotte intestine, colpi di scena e relazioni che si trasformano, nelle sue pagine l'autrice costruisce un thriller mozzafiato. Un congegno perfetto, in cui niente è affidato al caso. Nemmeno il lancio di un dado.

L’università di Messina è sconvolta da una scomparsa inspiegabile. Da tre mesi Lucia Correnti, stimata docente di Economia politica e candidata al rettorato, è svanita nel nulla. Qualcuno le ha fatto del male o si è allontanata volontariamente? Niente, nella vita della donna e nell’ambiente accademico che la circonda, lascia supporre un crimine violento. L’indagine langue, almeno fino a quando non viene ritrovato sui gradini dell’ateneo il corpo senza vita di Laura Gravina, brillante studentessa di Giurisprudenza.

È un delitto scenografico e cruento, un guanto di sfida lanciato agli investigatori. Per il sostituto procuratore Paolo Semeraro, i due casi si trasformano ben presto in ossessione, tanto da convincerlo a rimandare l’agognato trasferimento a Roma. Una donna scomparsa e una uccisa nell’arco di pochi mesi fanno temere il peggio: Lucia Correnti e Laura Gravina sono vittime della stessa mano? Un serial killer si aggira tra i corridoi dell’università?

Per far luce sui molti misteri dell’accademia, Semeraro non può fare a meno di coinvolgere Rosa Angeli, una giovane docente arrivata da Londra proprio su proposta di Lucia. Ma la professoressa Angeli non è solo una mente acuta, anche lei nasconde un enigma da decifrare.

4. Ela Lee

Nata nel 1995, è una scrittrice britannica di origini turco-coreane. Ha studiato Legge a Oxford e, prima di dedicarsi interamente alla scrittura, ha intrapreso la carriera da avvocata. Nel 2021 ha iniziato a lavorare al suo romanzo d’esordio, Jaded (2024). Nel 2025 è stata selezionata da Forbes tra i trenta maggiori talenti sotto i trent’anni. Le stanze di Hana è il suo primo romanzo pubblicato in Italia. Vive a Londra.

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Le stanze di Hana


Attraverso le voci di tre generazioni di donne, l'autrice ricompone i frammenti di una verità a lungo taciuta nella storia della Corea del Sud. Questo potente romanzo familiare intreccia migrazione e resilienza, il coraggio del perdono e la forza indissolubile del legame materno.

Nella Corea del Sud del 1985, in una fredda notte di novembre, un neonato viene alla luce per poi svanire nel nulla appena nove giorni dopo. E mentre le strade del Paese sono infiammate da scioperi e manifestazioni contro la dittatura, anche la vita di Hana è in subbuglio. Costretta ad abbandonare la scuola per aiutare la madre Youngja a mandare avanti il minbak di famiglia, la giovane sogna solo di fuggire da quell’esistenza soffocante.

Quando riesce finalmente ad andarsene, l’addio è radicale. Inseguendo la speranza di un futuro più luminoso, è pronta a rinunciare anche al suo nome coreano, segno di tutto ciò che si sta lasciando alle spalle.

Nella Londra del 2008 Hana ha costruito con fatica una nuova vita, ma il passato bussa ancora una volta alla sua porta. Rimasta improvvisamente vedova e sommersa dai debiti, si ritrova ad affrontare un amaro ritorno alle origini: per non perdere tutto, decide di seguire l’esempio materno e di trasformare la casa in cui vive in un minbak, suddividendola in camere da affittare e tenendo un’unica stanza per sé stessa, per la figlia adolescente Ada e per l’ormai anziana Youngja.

In quella convivenza forzata, tra pareti che sembrano pulsare di ricordi, non c’è più spazio per nascondersi. Ada, determinata a scoprire cosa celino i silenzi della madre, inizia a indagare su ciò che accadde tanti anni prima, in una ricerca che porterà a galla i segreti della sua famiglia e le ferite profonde di un’intera nazione.

5. Silvia Dai Pra'

Nata a Pontremoli, cresciuta a Massa, e ora vive a Roma, dove insegna in una scuola superiore. Laureata in Lettere, ha conseguito un dottorato di ricerca dedicato all’opera di Elsa Morante. Tra i suoi libri: La bambina felice (Gremese, 2007), Quelli che però è lo stesso (Laterza, 2011), Senza salutare nessuno. Un ritorno in Istria (Laterza, 2019). Nel 2022 ha pubblicato I giudizi sospesi con Mondadori, premio Dolores Prato – città di Treia.

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Brillare

Tra le autrici più interessanti del panorama contemporaneo, ha scritto un romanzo solidissimo e stratificato, che tiene insieme una scrittura piena e consapevole e personaggi che si stagliano nell’immaginazione. Un romanzo che racconta la provincia e il mondo accademico, la montagna, le cave di marmo e i dilemmi dell’ambiente, i rapporti famigliari con acume e una sensibilità che è insieme novecentesca ed estremamente attuale: irriducibile a semplificazioni, come è la letteratura.

Brillano candide le Alpi Apuane in cui è incastonato Greto, il paese in cui è ambientato questo romanzo. Case abbandonate, negozi che chiudono, un solo bar frequentato da pensionati, ex cavatori, ex operai, che giocano a carte, bevono e si lamentano del presente infame. Un paese fantasma, la scritta sui muri “Viva il compagno Stalin” racconta un passato di militanza comunista, l’esperienza partigiana e la ferita incancellabile della violenza nazifascista, che nell’agosto 1944 sterminò 77 persone.

Un luogo abituato alla sventura, tanto che nemmeno la scomparsa di un uomo riesce a scuoterlo. Si tratta di Argo, padre di Bianca e Viola, un tipo egocentrico, irascibile, che una notte, dopo una furiosa litigata con le figlie, non torna a casa. Nessuno sa cosa sia successo, le ipotesi si rincorrono, ma intanto Bianca, la brillante Bianca, che da Greto ha sempre sentito di doversi salvare e perciò si è trasferita a Firenze, è di nuovo bloccata lì.

A Greto però c’è anche Orlando: pure lui ha provato ad andarsene, ma è tornato dopo aver constatato che fare l’avvocato a Milano lo rendeva infelice. In sua compagnia, Bianca sente allentarsi la morsa di angoscia che il paese le provoca, e, complice una primavera che fa sbocciare tutta la bellezza della natura, inizia a pensare di poter restare… Alla soglia dei trent’anni, Bianca deve scegliere cosa fare di se stessa, determinata a sottrarsi ai condizionamenti di un padre inadeguato sotto ogni punto di vista e di una madre molto amata ma che ha rinunciato a realizzarsi. E poi cosa significa realizzarsi?

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Redazione Mondadori Libri