L'artista di Lucy Steeds, mistero, passione e arte nella Provenza degli anni '20 | Libri Mondadori

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L'artista di Lucy Steeds, il romanzo perfetto per chi ama l'arte

C'è un genere di romanzo che si assapora come si assapora un pomeriggio d'agosto in Provenza: piano, con tutti i sensi accesi, senza fretta di arrivare alla fine. L'artista, il romanzo d'esordio di Lucy Steeds, è esattamente questo tipo di libro. Non stupisce che sia diventato uno dei casi editoriali più premiati nel Regno Unito, dove le librerie Waterstones l'hanno votato come Libro dell’anno e miglior debutto del 2025.

Dal 25 agosto 2026 arriva in libreria anche in Italia, e chi ama l'arte, la pittura e le storie capaci di restituire la bellezza (e le sue ombre) farebbe bene a segnarselo in agenda.

Cosa racconta L'artista di Lucy Steeds

Alla base del romanzo ci sono un invito, un pittore recluso, un giovane profondamente amareggiato dalla vita e una ragazza apparentemente insignificante. Sullo sfondo, l'estate caldissima del sud della Francia che cambierà tutto.

Siamo in Provenza nel giugno 1920. In un'Europa ancora convalescente dalla Grande Guerra, il giovane giornalista inglese Joseph Adelaide, traumatizzato dall'esperienza al fronte di suo fratello - lui ha preferito fare l'obiettore di coscienza, senza sapere che la sua decisione avrebbe suscitato le ire di suo padre e un senso di colpa insopportabile nei confronti del fratello, tornato dal fronte gravemente malato - arriva nel villaggio immaginario di Saint-Auguste stringendo in mano un biglietto con una sola parola: "Venez". È la promessa di un'intervista con Edouard Tartuffe, detto "Tata".

Per tutti, lui è il Maestro della Luce, un pittore leggendario che da anni vive recluso in un casale insieme all'unica persona che gli è rimasta accanto: la nipote Ettie. Alla base del suo ritiro dalla società pare ci sia una violenta litigata con Paul Cézanne, di cui nessuno conosce il motivo.

Tartuffe, misantropo e respingente, accetta di condividere la sua dimora con il ragazzo per permettergli di osservarlo lavorare, a condizione che Joseph posi per lui come modello. Presto Joseph scoprirà che l'invito ad andare in Provenza non è arrivato da Tartuffe, ma dall'unica figura che gli è accanto: la nipote Ettie, cresciuta all'ombra dello zio. Silenziosa e spaventata dal mondo, priva di qualunque istruzione formale, Ettie custodisce ogni umore dello zio, ma soprattutto un segreto tutto suo, che la renderà la vera protagonista di questa storia. 

Giorno dopo giorno, mentre il caldo si fa opprimente e le difese si assottigliano, Joseph si lascia ammaliare dall'atmosfera della casa e dal fascino di Ettie, intuendo che il vero mistero di quel casale in Provenza non è il pittore recluso, ma la donna che vive sotto il suo stesso tetto.

Il romanzo alterna il punto di vista di Joseph a quello di Ettie, ed è proprio questa doppia prospettiva a rivelarsi una delle scelte più riuscite del libro: Lucy Steeds costruisce la storia interrogandosi apertamente su quanta energia, quanti sacrifici e quante rinunce siamo disposti ad accettare in nome di un genio e su quanto, dietro la bellezza che l'arte produce, si nascondano spesso dinamiche di potere e di sottomissione tutte al femminile.

È un tema che attraversa da sempre la storia dell'arte, dove il talento delle donne è stato per secoli relegato ai margini, in funzione o all'ombra di quello degli uomini: il romanzo lo mette in scena con delicatezza ma senza sconti, fino a un finale in cui la vera rivelazione, il vero enigma da svelare, non è l'artista celebre, ma la donna che ha sempre vissuto sotto il suo stesso tetto.

Un romanzo che si legge con tutti i sensi

L'artista di Lucy Steeds non è soltanto un romanzo ben scritto, ma è un vero e proprio esercizio di pittura fatta di parole.

Fin dalle prime pagine, l'autrice dimostra una capacità rara nel trasformare la scrittura in un'esperienza sensoriale totale: mentre Tartuffe dipinge, ci immaginiamo perfettamente le sue tele, il profumo del cibo e della campagna provenzale sotto il sole estivo.

Proprio come se fossimo lì, insieme ai protagonisti, sotto il calore soffocante dell'estate del 1920. La prosa scorre densa e avvolgente, e ci si sente immersi nelle immagini del libro: da quella della luce che filtra dalle finestre, alla lucentezza del burro sulla tavola imbandita, fino a percepire il colore dei corpi al chiaro di luna.

Per chi ama frequentare gallerie e musei, è come trovarsi davanti a un quadro che, invece di restare immobile, comincia lentamente a raccontare una storia.

Perché leggere L'artista: i grandi temi che animano L’artista

In questo folgorante esordio, Lucy Steeds intreccia una trama ricca di sfaccettature in cui la ricerca artistica e l'atto creativo si fondono indissolubilmente con il trauma del primo dopoguerra e il profondo desiderio di rinascita dei suoi protagonisti.

Attraverso le ombre claustrofobiche della dimora di Tartuffe e la luce abbagliante della natura provenzale, il romanzo esplora il peso dei segreti di famiglia e il bisogno di verità, mettendoci di fronte allo scontro generazionale tra la solitudine dei vecchi maestri del passato e la dirompente vitalità dell'avanguardia bohémienne degli anni Venti.

Ed è qui che la storia si fa potente manifesto di emancipazione femminile: il personaggio di Ettie sovverte la tradizionale figura della musa passiva per rivendicare una propria voce autonoma, mentre il delicato legame che si instaura tra lei e il giovane Joseph trasforma l'amore e la connessione umana nella sola vera chiave per superare le ferite della storia e del cuore.
In questo senso, L’artista non è semplicemente la storia di un quadro, o di un mistero svelato, ma un viaggio sensoriale alla scoperta della bellezza come forma d'evasione e atto di libertà.

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Redazione Libri Mondadori