Team Building Car Race per Decalacque | caso studio

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Oggi vi presentiamo il caso studio team building Car Race per l’azienda Decalacque.

Per organizzarlo, siamo partiti da una domanda: come si trasformano collaborazione, strategia e spirito di squadra in un’esperienza concreta, capace di lasciare qualcosa anche dopo la fine dell’evento?

La scelta è ricaduta su un’attività divertente, ma anche utile a sperimentare, attraverso il gioco, alcune delle dinamiche che caratterizzano il lavoro di gruppo:

  • organizzarsi;
  • prendere decisioni;
  • distribuire ruoli e responsabilità;
  • gestire risorse limitate;
  • affrontare gli imprevisti;
  • collaborare per raggiungere un risultato comune.

Il format Car Race ci ha permesso di portare tutti questi elementi direttamente in pista, per una giornata aziendale più ampia e completa.

Il progetto in breve

  • Cliente: Decalacque
  • Occasione: festa aziendale annuale
  • Location: Stadio Leonardo Garilli, Piacenza
  • Format: Car Race
  • Squadre: 5
  • Obiettivi: collaborazione, comunicazione, problem solving, creatività e spirito di squadra
  • Personalizzazione: squadre e magliette a tema Formula 1, attività integrata con la location

L’occasione e la location: la festa aziendale allo Stadio Garilli

Abbiamo organizzato il team building Car Race in occasione della festa aziendale annuale di Decalacque, azienda specializzata nei sistemi per il trattamento dell’acqua.

Parliamo quindi di un appuntamento pensato per riunire i collaboratori fuori dal consueto ambiente di lavoro e creare un momento dedicato a condivisione, relazioni e spirito di squadra.

La cornice dell’evento? Lo Stadio Leonardo Garilli di Piacenza, una location particolarmente significativa per l’azienda: oltre ad essere sponsor del Piacenza Calcio, è anche legata alla società biancorossa attraverso il proprio titolare, che ne ricopre il ruolo di vicepresidente.

Lo stadio è diventato così parte integrante del concept dell’evento. Il mondo dello sport e quello aziendale condividono infatti molti degli stessi valori:

  • collaborazione;
  • strategia;
  • fiducia;
  • definizione dei ruoli;
  • valorizzazione delle capacità individuali;
  • raggiungimento di un risultato comune.

Anche dal punto di vista organizzativo, una location così caratterizzante ha permesso di costruire un’esperienza particolarmente immersiva. 

Da queste premesse è nato un team building Car Race personalizzato per Decalacque, inserito all’interno di una giornata aziendale più ampia e progettato per dialogare con la location, con l’identità dell’azienda e con lo spirito dell’evento.

Car Race: un team building aziendale dove il risultato si costruisce insieme

Il team building Car Race è un’attività creativa e dinamica che coinvolge i partecipanti in una missione apparentemente semplice: progettare, costruire, personalizzare e portare in pista una vera e propria automobile di squadra.

Ma come funziona concretamente questo format?

Ogni gruppo deve realizzare una macchina creativa con cui poi gareggiare in pista. Per arrivare alla sfida finale però, è necessario confrontarsi, scegliere una strategia e capire come utilizzare al meglio le capacità delle persone presenti nel team.

C’è chi assume spontaneamente un ruolo organizzativo, chi propone idee, chi trova soluzioni pratiche, chi si occupa degli aspetti creativi e chi riesce a mantenere il gruppo concentrato sull’obiettivo.

Proprio per questo Car Race consente di osservare in un ambiente nuovo e informale dinamiche molto simili a quelle che si verificano quotidianamente in azienda.

Il format lavora in particolare su:

  • collaborazione e comunicazione, perché il risultato dipende dal contributo e dal coordinamento di tutti;
  • problem solving, perché durante la progettazione e la costruzione emergono inevitabilmente problemi da risolvere;
  • gestione delle risorse, perché materiali e tempo devono essere utilizzati in modo strategico;
  • leadership e distribuzione dei ruoli, lasciando che all’interno del gruppo emergano capacità organizzative e competenze differenti;
  • creatività, indispensabile per trasformare materiali e idee in un progetto concreto;
  • gestione del tempo, perché ogni squadra deve raggiungere l’obiettivo rispettando le diverse fasi dell’attività;
  • capacità decisionale, attraverso scelte che hanno conseguenze sul risultato finale;
  • fiducia reciproca, fondamentale quando il successo individuale dipende dalle azioni degli altri;
  • senso di appartenenza, grazie alla creazione di una squadra con una propria identità e un obiettivo condiviso.

La competizione rappresenta quindi un elemento importante per generare energia e coinvolgimento, ma non è il vero fine dell’esperienza. La gara diventa lo strumento attraverso il quale mettere alla prova il lavoro svolto insieme.

Un team building personalizzato per Decalacque

Uno degli aspetti centrali del nostro lavoro è la personalizzazione dell’esperienza di team building.

Un format non deve essere necessariamente replicato allo stesso modo per aziende diverse. Numero di partecipanti, obiettivi, location, tempi disponibili, caratteristiche del gruppo e contesto dell’evento possono modificare profondamente il modo in cui progettiamo l’attività.

Nel caso di Decalacque, Car Race è stato inserito all’interno della festa aziendale annuale e costruito in stretta relazione con il luogo scelto per ospitarla. Lo Stadio Garilli non rappresentava infatti una semplice location disponibile, ma aveva un forte legame con l’identità dell’azienda.

Da qui la scelta di sfruttare il parallelismo tra azienda, squadra e competizione sportiva.

Nel calcio come nel lavoro, infatti, non è sufficiente avere singole persone competenti: occorre creare le condizioni perché queste competenze riescano a lavorare nella stessa direzione.

Strategia, ruoli, comunicazione, fiducia e capacità di reagire agli imprevisti diventano così elementi comuni ai due mondi.

Il team building Car Race per Decalacque: l’esperienza

Prima di entrare nel vivo del team building, i partecipanti hanno preso parte a una visita agli spazi dello Stadio, organizzata direttamente dalla struttura. Il percorso ha permesso di scoprire alcuni dei luoghi più rappresentativi del Piacenza Calcio, tra cui il Museo Biancorosso, la sala stampa e gli spogliatoi, avvicinandosi alla storia della società attraverso maglie, trofei e cimeli.

Questa prima parte della giornata ha contribuito a creare il contesto ideale per ciò che sarebbe accaduto successivamente.

Terminata la visita, il gruppo si è spostato a bordo campo, dove avevamo predisposto gli spazi necessari per Car Race: 

  • gazebo dedicati alle squadre;
  • materiali per la costruzione; 
  • un circuito delimitato da birilli destinato alla sfida finale.

A questo punto i trainer di Teambuilding Experience hanno preso in carico il gruppo, introducendo il format, spiegando le regole e accompagnando i partecipanti nelle diverse fasi dell’esperienza.

Cinque squadre, cinque identità, un unico obiettivo

I collaboratori Decalacque sono stati suddivisi in cinque team: Decalari, Decalbull, Decalartin, Decalcedes e Decalini.

La personalizzazione è entrata immediatamente a far parte dell’esperienza. Ogni gruppo aveva infatti una propria identità e una maglietta personalizzata ispirata al mondo della Formula 1, elemento che ha contribuito a rafforzare fin dall’inizio il senso di appartenenza alla squadra.

Da quel momento la missione era chiara: realizzare la carrozzeria del proprio go-kart, personalizzarla e renderla pronta ad affrontare il circuito finale.

Ma prima di iniziare a costruire era necessario organizzarsi. Una delle caratteristiche più interessanti di Car Race è infatti che non esiste un unico modo corretto di raggiungere il risultato. Ogni squadra deve trovare il proprio.

Tra le prime decisioni da prendere c’era, ad esempio, la scelta del pilota. Individuare chi avrebbe guidato il mezzo significava dover considerare fin dall’inizio caratteristiche e necessità della persona, influenzando di conseguenza progettazione e costruzione della carrozzeria.

Un altro passaggio particolarmente coinvolgente è stato il mercato dei materiali. Le squadre non avevano semplicemente tutto ciò che serviva a disposizione: dovevano procurarsi gli elementi necessari, capire quali fossero davvero utili e gestire le proprie risorse.

Anche questa fase introduce all’interno del gioco dinamiche tipiche del contesto professionale: stabilire priorità, negoziare, amministrare risorse limitate e capire ciò che è realmente necessario per raggiungere l’obiettivo.

Costruire una macchina come sinonimo di costruire una squadra

Una volta definiti strategia e materiali, i cinque team sono entrati nella fase operativa. Ed è proprio qui che Car Race mostra una delle sue caratteristiche più interessanti. Per completare il progetto servono infatti competenze molto differenti.

Alcuni partecipanti si sono concentrati sulla struttura della carrozzeria, altri sulla decorazione e sul design, altri ancora sull’organizzazione delle attività, sulla gestione dei materiali o sul controllo della funzionalità del mezzo.

Non tutti devono necessariamente fare la stessa cosa per contribuire allo stesso risultato. È un principio estremamente importante anche in azienda: un team efficace non annulla le differenze tra le persone, ma riesce a trasformarle in risorse complementari.

Durante la costruzione emergono così capacità che nella quotidianità lavorativa possono rimanere meno visibili. Allo stesso tempo, persone appartenenti a ruoli o aree differenti hanno la possibilità di collaborare in un contesto nuovo, nel quale le gerarchie abituali perdono temporaneamente importanza e ciò che conta è il contributo concreto alla squadra.

Problem solving: cosa succede quando il progetto incontra la realtà?

Progettare qualcosa sulla carta è una cosa. Farlo funzionare è un’altra.

Durante un’attività come Car Race possono emergere difficoltà, modifiche dell’ultimo minuto, problemi strutturali o idee che devono essere riviste. Ed è proprio in questi momenti che il team viene maggiormente stimolato.

Di fronte a un imprevisto, le persone devono decidere rapidamente se insistere sulla soluzione iniziale oppure cambiare approccio, ascoltare nuove proposte e trovare insieme un’alternativa.

L’errore perde così la sua connotazione negativa e diventa parte del processo.

È uno degli insegnamenti più facilmente trasferibili alla realtà aziendale: non sempre è possibile prevedere tutto, ma è possibile sviluppare la capacità del gruppo di reagire in maniera costruttiva a ciò che cambia.

La gara finale: il risultato del lavoro del team

Terminate le automobili, era finalmente arrivato il momento di portarle in pista.

Il circuito predisposto a bordo campo ha trasformato l’ultima parte del team building in una vera e propria Car Race aziendale.

Ogni squadra ha posizionato il proprio pilota nel go-kart e si è preparata alla partenza. Ma c’era un elemento fondamentale: il pilota non poteva vincere da solo. Gli altri componenti della squadra erano infatti coinvolti lungo il percorso per spingere, sostenere e accompagnare il mezzo verso il traguardo.

Recapiti
Davide Lentini