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L’approvazione dei prossimi Piani economici finanziari (Pef) del servizio di gestione rifiuti non si traduca in aumenti tariffari per i cittadini emiliano-romagnoli. La Regione chiarisca come si intende gestire la quota residua di investimento di circa 7,2 milioni di euro non coperta dai contributi a fondo perduto del Pnrr. Sono i quesiti posti in un’interrogazione di Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) che sollecita l’esecutivo a salvaguardare i territori montani e le aree periferiche che soffrono di maggiori costi logistici per lo smaltimento dei rifiuti.
“Recentemente - ha spiegato la capogruppo - è stato annunciato il formale completamento del programma di interventi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) condotto dal Gruppo Hera nell’ambito dei servizi ambientali del territorio emiliano-romagnolo: 34 progetti, per circa 23 milioni di euro. Di questa somma, la quota maggioritaria, pari a 15,8 milioni di euro è risultata coperta dai contributi diretti del Pnrr erogati tramite il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) e sotto la supervisione regolatoria dell’agenzia territoriale Atersir. Sottraendo i 15,8 milioni di fondi Pnrr dal totale di 23 milioni, emerge una quota residua di circa 7,2 milioni di euro rimasta in capo al gestore o agli enti locali, della quale non sono ancora chiare le modalità di ammortamento e l'eventuale incidenza indiretta sulle future programmazioni finanziarie”.
“Le opere strutturali realizzate - ha proseguito - hanno riguardato in modo diffuso le province di Bologna, Modena, Ravenna, Ferrara e Forlì-Cesena. Nello specifico, gli interventi hanno incluso il potenziamento e l’ammodernamento di 17 centri di raccolta preesistenti, lo scavo e la posa di isole ecologiche interrate nei centri storici e nelle località balneari, l’installazione di cassonetti intelligenti dotati di tecnologia di riconoscimento ‘Smarty’ e la diffusione di casette informatizzate per il monitoraggio dei conferimenti controllati. Dalla lettura dei dati territoriali forniti emerge una distribuzione degli interventi fortemente diversificata tra i vari Comuni dell’Emilia-Romagna: si registrano forti concentrazioni di investimenti in alcune aree urbane (come i territori di Faenza, Cervia, San Lazzaro di Savena e diverse aree del Modenese) a fronte di una percezione di minore copertura o di interventi puramente parziali nelle aree interne della regione”.
Per Evangelisti “è fondamentale evitare il ripetersi di dinamiche distorsive in cui la mancata copertura o l’insorgere di extra-costi operativi legati all’ammortamento delle nuove tecnologie Pnrr vengano provvisoriamente congelati per poi essere scaricati sulla collettività sotto forma di sgradevoli e onerosi conguagli differiti nel tempo, vanificando di fatto l'efficacia dei sussidi straordinari europei e gravando ulteriormente su un sistema tariffario puntuale già fortemente critico”.
La consigliera chiede, infine, di promuovere con Hera e le amministrazioni locali, una campagna straordinaria di alfabetizzazione digitale e assistenza domiciliare per l’utilizzo delle nuove tecnologie di conferimento (Smarty e casette informatizzate), “per supportare i cittadini anziani o in condizioni di fragilità, prevenendo così disservizi operativi, errori nell'atto del conferimento e fenomeni di degrado urbano legati all'abbandono di sacchetti all'esterno dei nuovi cassonetti intelligenti”.
(Lucia Paci)
Ultimo aggiornamento: 18-09-2026, 11:17