Milano. L’OIPA al corteo nazionale contro la caccia e il DDL “Sparatutto” - OIPA Italia

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Sabato 19 settembre l’OIPA è scesa in piazza a Milano insieme a tantissime altre associazioni, tra cui ENPA, LEAL, Fronte Animalista, AVI, LAV, LAC, GAIA ed EARTH, per unirsi al corteo nazionale contro la caccia.

Al centro della protesta il DDL Caccia, la proposta di legge 2984 (già ddl 1552 al senato, giugno 2026) ora all’esame della Camera.

Insieme a tanti cittadini, abbiamo sfilato dai Bastioni di Porta Venezia fino in piazza Scala, per protestare per chi fugge davanti ai fucili, per chi viene strappato al proprio habitat, catturato, ferito e ucciso nel silenzio generale.

Se dovesse essere approvato, il disegno di legge “Sparatutto”, avrebbe pesanti conseguenze sulla fauna selvatica, sulla biodiversità e sulla sicurezza di tutti noi cittadini.

Tra le modifiche più significative vi sarebbe l’estensione del periodo di caccia, anche oltre il 1° febbraio, dunque anche durante la delicata stagione riproduttiva, l’aumento delle specie cacciabili, l’ampliamento del territorio destinato alla caccia, l’uso dei visori notturni e dei silenziatori, la caccia in aree demaniali a scapito delle zone di protezione della fauna selvatica e di chi frequenta aree verdi.

Si potrà cacciare anche sui valichi montani, aree fondamentali per preservare la biodiversità poiché rappresentano luoghi di passaggio delle rotte migratorie.

Inoltre, sarà più semplice catturare i richiami vivi, uccellini rinchiusi in piccole gabbie, costretti a cantare per attirare i loro simili. Una pratica agghiacciante, degna di persone sadiche come solo possono essere i cacciatori.

Per quanto riguarda l’aspetto sanzionatorio, inoltre, sarà addirittura vietata e sanzionata qualsiasi azione di “disturbo dell’attività venatoria”, e anche le sanzioni nei confronti dei cacciatori che infrangono le norme e degli stessi bracconieri saranno ridotte.

Ma non solo. Alle Regioni verrebbe conferita un’autonomia maggiore di quella attuale, potranno decidere dpve e quando cacciare senza limiti.
Mentre l’Organo ufficiale di valutazione faunistico/ambientale, ossia l’ISPRA (Istituto superiore per la ricerca ambientale) non avrebbe più una funzione vincolante sul calendario venatorio, ma verrebbe equiparato al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, associazioni di cacciatori maggiormente rappresentative. Dunque chi avrebbe la funzione di controllare sarebbe lo stesso soggetto controllato, una vera e propria assurdità.

Infine, dal momento che il DDL Caccia infrange la normativa prevista dalle Direttive Comunitarie in materia di Ambiente e Animali, l’Italia rischia delle pesanti sanzioni da parte dell’UE che, come sempre, pagheremo noi cittadini.

Non possiamo assolutamente accettare quello che sta accadendo, ecco perché l’OIPA, insieme a tutte le associazioni che si stanno battendo, continuerà a farsi sentire nelle piazze, nelle aule dei tribunali, in Parlamento e con qualsiasi mezzo a disposizione per contrastare questa barbarie.

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