Il 70% delle organizzazioni conosce i Criteri Ambientali Minimi, ma solo il 18% dispone di un sistema di gestione della sostenibilità degli eventi. Fondazione Ecosistemi presenta i risultati parziali della seconda indagine nazionale OESC e contribuisce al confronto sulle nuove competenze per la cultura sostenibile.
La sostenibilità entra sempre più nell’agenda degli operatori culturali, ma il passaggio dalle buone pratiche a modelli organizzativi consolidati resta una sfida aperta. È quanto emerge dai primi risultati della seconda indagine nazionale dell’Osservatorio Eventi Sostenibili nella Cultura (OESC), presentati il 14 ottobre a Lucca, nell’ambito di LuBeC 2026 – Rigenerazioni culturali, durante l’incontro “Oltre le buone pratiche: come rendere strutturale la sostenibilità degli eventi culturali”.
A illustrare i dati è stata Thais Palermo di Fondazione Ecosistemi. L’indagine, ancora in corso, ha coinvolto finora 44 organizzazioni pubbliche e private di 15 regioni italiane. Il quadro restituisce una crescente consapevolezza: il 70% conosce i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli eventi culturali e il 55% ha adottato politiche ambientali interne, linee guida o regolamenti. Tuttavia, soltanto il 18% dispone di un sistema di gestione della sostenibilità conforme alla norma ISO 20121.
Il divario emerge anche sul fronte della misurazione. La metà delle organizzazioni intervistate ha già realizzato almeno un evento a basso impatto ambientale, ma solo 7 delle 22 organizzazioni con esperienze di eventi sostenibili dispongono di strumenti di monitoraggio. Costi aggiuntivi, carenza di formazione e difficoltà organizzative continuano a ostacolare l’adozione di pratiche sistematiche. Tra le esigenze più sentite figurano strumenti operativi semplici, linee guida e modelli per la rendicontazione degli impatti.
I dati, ancora parziali, indicano quindi una direzione precisa: per rendere la sostenibilità parte integrante della gestione degli eventi culturali non bastano interventi occasionali, ma servono competenze, strumenti di valutazione e processi capaci di garantire continuità e risultati misurabili.
La partecipazione di Fondazione Ecosistemi a LuBeC è proseguita il 15 ottobre nel laboratorio under 35 “Progettare esperienze culturali green, digitali e accessibili”. Con l’intervento “Le bussole dall’Europa”, Thais Palermo ha illustrato il contributo dell’Agenda 2030, del Green Deal europeo, del New European Bauhaus e della Culture Compass alla progettazione culturale, evidenziando il legame tra sostenibilità ambientale, inclusione, innovazione e qualità delle esperienze.
Due momenti di confronto accomunati dalla stessa prospettiva: portare la sostenibilità dalla dimensione delle intenzioni a quella delle scelte progettuali e gestionali, rafforzando il ruolo del settore culturale nella transizione ecologica.
La seconda indagine OESC prosegue e i risultati definitivi saranno presentati nel maggio 2027, in occasione del Forum Compraverde Buygreen.