La vera luce del Natale

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Georges De La Tour (1593-1652) è l’autore del quadro Adorazione dei Pastori conservato al museo del Louvre, Parigi.
La sua pittura è influenzata dal realismo di Caravaggio ed esclude qualsiasi elemento superfluo per lasciar parlare i veri protagonisti della scena. Analizziamoli uno per uno con i bambini 

Gesù 

Facciamo notare ai bambini che è al centro del quadro, poiché è il protagonista. Egli dorme e il suo volto è rivolto fuori dalla scena, verso l’osservatore. Quest’ultimo viene così attirato ad entrare all’interno della grotta di Betlemme e a prendere parte all’evento come protagonista. 

Gesù è avvolto in strette fasce, secondo un’antica usanza. Spieghiamo che infatti, “…dopo aver unto il corpo del neonato con un leggero strato d’olio, si cominciava, fasciando prima un braccio, poi l’altro, e si proseguiva con il tronco ed infine con le gambe, prima separatamente, poi raccolte insieme. A conclusione, si avvolgeva il bimbo con una benda larga dal torace ai piedi e lo si poneva sopra una pezza di lana, che si ripiegava sulla parte superiore del corpo fin sotto al collo; quindi, si avvolgeva interamente il neonato in una fascia larga cinque dita e gli si copriva la testa.” (estratto dalla tesi di Laurea di Antonella Galardi, Alessio Baldovinetti e l’iconografia del Bambino Gesù in “pannis involutus”, tra Fede e Sanità). 

Maria

È una madre diversa da altre raffigurazioni; non ha qui un atteggiamento materno, anzi appare abbastanza seria e distaccata. I suoi occhi non guardano il bambino ma vanno oltre: chiediamo ai bambini a cosa può pensare Maria in quel momento.

Portiamoli con la mente agli ultimi giorni di vita di Gesù sulla terra, quando anche a lei “una spada trafiggerà l’anima” (Luca 2, 34-35). La sua figura occupa molto spazio nel quadro; il suo vestito è rosso (colore peraltro dominante nell’opera), simbolo di umanità e sofferenza. Le sue mani sono giunte e incrociate poiché sta pregando; il pittore gioca con la luce e proietta l’ombra delle mani sul vestito, formando il profilo delle ali di una colomba, simbolo dello Spirito Santo. Maria apre la scena, Giuseppe la chiude e tutti i personaggi guardano in semicerchio Gesù. 

Giuseppe

Egli guarda Gesù e copre una candela con la mano sinistra. Questo perché la sua luce potrebbe rubare il primato alla vera luce, che è Gesù; allo stesso tempo essa simboleggia la fede, quella che alimenta il cuore dell’uomo.

Pastore con bastone

Questo pastore ha lasciato il suo gregge fuori dalla grotta, tuttavia, nonostante la preoccupazione di non essere al suo posto di guida, egli è lì perché attratto dall’unico e vero pastore, Gesù.

Ha portato con sé un agnello che, tra tutti i personaggi, è il più vicino a Gesù, vero Agnello pasquale.

Flautista

Egli guarda sorridente il Bambino, facendo intuire il suo mestiere poiché tiene in mano un flauto dolce. E’ colto nell’atto di togliersi il cappello in segno di rispetto, così come si usa fare entrando in chiesa.

Levatrice

La sua professione è quella di far nascere i bambini, ma in questa occasione, unica al mondo, non può essere di nessun aiuto, perché Gesù è nato in un’estasi di luce. In mano ha una ciotola piena d’acqua, simbolo della purezza. È come se stessimo assistendo ad un rito battesimale.

In copertina: Georges de La Tour L’adorazione dei Pastori (c. 1644) Olio su tela, cm 107 x 131, Museo del Louvre, Parigi – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=53669983

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