Nello studio clinico ReNeu, il farmaco ha dimostrato la capacità di ridurre sensibilmente il volume dei neurofibromi plessiformi associati alla patologia
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina AIFA numero 1421-2026, è ufficialmente disponibile in Italia, in regime di rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il farmaco mirdametinib (nome commerciale Ezmekly), indicato in monoterapia per il trattamento dei neurofibromi plessiformi sintomatici e non operabili in pazienti affetti da neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) di età pari o superiore a 2 anni. L’approvazione di mirdametinib da parte del Consiglio di Amministrazione dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) è avvenuta lo scorso 23 settembre.
La neurofibromatosi di tipo 1 (NF1) è una condizione genetica rara, multisistemica, ereditaria nel 50% dei casi. Da una metanalisi effettuata su studi prevalentemente europei, emerge una prevalenza della patologia di circa 3 pazienti ogni 10.000 persone. La NF1 può interessare numerosi organi e apparati e manifestarsi con un ampio spettro di complicanze cliniche. In particolare, i pazienti affetti dalla malattia presentano un rischio doppio, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare neoplasie.
Nel corso della vita, tra il 30% e il 50% delle persone con NF1 sviluppa neurofibromi plessiformi, tumori che crescono lungo le guaine dei nervi periferici e che possono causare dolore cronico, deturpazione, limitazioni funzionali e un significativo impatto sulla qualità della vita. La gestione di queste lesioni è particolarmente complessa quando non è possibile procedere con l'intervento chirurgico; anche a seguito della rimozione chirurgica, il tasso di ricrescita dei neurofibromi plessiformi è pari al 20% in caso di resezione completa e fino al 68% in caso di resezione parziale.
Con la rimborsabilità di mirdametinib, una nuova terapia indicata per pazienti con NF1 sia pediatrici che adulti, si aprono dunque nuove prospettive di trattamento per una categoria di persone ad alto bisogno terapeutico.
“Le persone con NF1 e neurofibromi plessiformi associati convivono con una condizione genetica rara e complessa che può avere un impatto significativo sul benessere psicologico e sulla qualità di vita”, afferma la dottoressa Chiara Leoni, responsabile della UOS Malattie Rare Pediatriche e Terapie Innovative della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCCS. “La gestione richiede una presa in carico specialistica e multidisciplinare che accompagni il paziente nell'arco di tutta la vita. La disponibilità di mirdametinib amplia oggi le opportunità terapeutiche per i pazienti con neurofibromi plessiformi sintomatici non operabili. Si tratta di una terapia a bersaglio molecolare che inibisce uno specifico enzima che gioca un ruolo chiave nella proliferazione delle cellule tumorali del plessiforme. I dati al momento disponibili hanno evidenziato una risposta con riduzione del volume tumorale fino a oltre il 50%, con conseguenti benefici clinici”.
Mirdametinib, sviluppato dall’azienda Merck, è un inibitore selettivo, non competitivo, delle protein chinasi attivate da mitogeni 1 e 2 (MEK 1/2). L'inibizione di MEK blocca la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali in cui è attivata la via di segnalazione RAF-MEK-ERK. Mirdametinib è disponibile in capsule rigide e in compresse dispersibili, per semplificarne l'assunzione e supportare l'aderenza terapeutica negli adulti e bambini con difficoltà di deglutizione. Lo schema posologico prevede un ciclo di 28 giorni, con assunzione del farmaco, due volte al giorno, per i primi 21 giorni e altri 7 di pausa.
“Il trattamento - continua la dottoressa Leoni - ha dimostrato efficacia clinica e un profilo di sicurezza favorevole sia nei bambini che negli adulti. È disponibile anche in una formulazione dispersibile in acqua, per le persone con difficoltà di deglutizione come i bambini piccoli o come i pazienti adulti con disfagia”.
La rimborsabilità di mirdametinib per adulti e bambini dai 2 anni si basa sui risultati dello studio multicentrico di Fase IIb ReNeu, che ha coinvolto 114 pazienti, pediatrici e adulti, con NF1 e neurofibromi sintomatici e non operabili. Lo studio ha raggiunto l'endpoint primario, dimostrando un tasso di risposta obiettiva (ORR) del 41% negli adulti e del 52% nei pazienti pediatrici. In entrambe le popolazioni sono stati inoltre osservati benefici in termini di risposte profonde, con riduzione del volume tumorale fino a oltre il 50% e conseguente diminuzione del dolore e dei deficit funzionali associati alla patologia.
I dati dell'analisi a lungo termine confermano, dopo 4 anni di trattamento con mirdametinib, il profilo di efficacia del farmaco, evidenziando un ORR che migliora nel tempo sia negli adulti (fino al 47% entro 4 anni) che nei bambini (fino al 55% entro 4 anni). Una maggior durata di trattamento ha consentito anche il raggiungimento di risposte profonde sia negli adulti (fino al 70% entro 4 anni) che nei pazienti pediatrici (fino al 65% entro 4 anni). Gli effetti avversi correlati al trattamento sono diminuiti dopo il primo anno di terapia.
“L'approvazione della rimborsabilità di mirdametinib rappresenta un traguardo importante per le persone con neurofibromatosi di tipo 1 e per le loro famiglie, e siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei pazienti adulti e pediatrici una nuova opzione terapeutica che possa fare fronte ai loro bisogni clinici”, sottolinea Ramón Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato Healthcare di Merck Italia.