Durante il pomeriggio di ieri in tanti mi hanno avvicinato chiedendomi se fossi contento. Forse lo facevano perché avevo una faccia sconvolta, ero pallido e camminavo barcollando, parlando con la bocca impastata come un ubriaco. Oltre alla cronica mancanza di sonno, stavo malissimo: avevo accumulato uno stress per la preparazione di quest’anno che mi faceva sembrare quasi un tossicodipendente in crisi d’astinenza. C’era la preoccupazione costante che qualcosa potesse non andare, quel timore che deriva dal fatto che fino all’ultimo momento, in un evento come il nostro, l’imprevisto è dietro l’angolo, soprattutto nelle ore finali quando arrivano i concorrenti più stanchi e imprevedibili in termini di sicurezza.
Oggi, mentre la stanchezza emerge in maniera ancora più decisa, posso dire finalmente di sì: sono molto soddisfatto. È stata un’edizione difficilissima a livello di promozione, comunicazione e progettazione marketing. Districarsi in un mercato dominato dai grandi colossi e mantenere l’identità di un evento come il nostro è un’impresa, così come lo è mantenere l’equilibrio tra gli sponsor e riuscire a soddisfarli tutti. A questo si è aggiunta la complessità dei cantieri, dei passaggi e delle deviazioni che abbiamo risolto e che ora considero una problematica felicemente chiusa. Anche il meteo ci ha messo alla prova con previsioni catastrofiche che hanno pesato psicologicamente su tutti noi, reduci da quattro edizioni di maltempo. Tutto questo ora rimane alle spalle. Resta la soddisfazione di una giornata che è andata benissimo e che ha soddisfatto quasi la totalità dei concorrenti. Il dispositivo di sicurezza ha lavorato in modo impeccabile, con 14 interventi totali: 12 gestiti dal dispositivo di S1 in collaborazione con il Soccorsi Alpino italiano e Sloveno e il Moto Soccorso, coordinati dalla sala operativa sotto la responsabilità di Adriano, e due interventi gestiti direttamente dall’ASL. Un sistema che ha risposto bene e che, per fortuna, non ha dovuto fronteggiare emergenze vitali. Il viaggio è partito da Al Dolina, dopo aver mangiato una pizza assieme a Marco Gubert e gli altri dell’organizzazione – va detto che il buon Gudbert, prima di fare apripista a una 100 si trangugia una birra angia una mega pizza e dopo nemmeno 30 minuti parte. No comment! Al Dolina ho incontrato Francesco ed Eddy impegnati nelle consegne notturne del pane e dei ristori. Lì è nato il primo pensiero di miglioramento per il futuro: potenziare la logistica con più persone, specialmente per la gestione notturna. Il supporto di Peter è stato importante ma umanamente non sufficiente a coprire tutte le esigenze, e non è giusto che Francesco ed Eddy debbano farsi carico di questo peso oltre alle loro responsabilità.
A Contovello ho incontrato il sorriso usuale di Roby e l’entusiasmo di Neva, intenta a preparare un ristoro curato nei minimi dettagli, illuminato e accogliente. Quel punto, che nel percorso precedente era quasi di passaggio, ha trovato finalmente la sua dimensione: è diventato il vero biglietto da visita dell’organizzazione, il primo contatto caldo e umano per chi affronta le gare lunghe. Da lì sono corso all’Obelisco, gestito con passione da Alexa e dal coordinatore Andrea, che si sono dimostrati entusiasti e super collaborativi insieme al responsabile della struttura Luca e da qualche hanno lo ha trasformato in un vero gioiello, offrendo ai runner un ambiente riscaldato e addobbato. La corsa è proseguita verso Bagnoli, dove regnavano musica e allegria. Carlotta, insieme ai ragazzi della Comunella, ha gestito il ristoro con dolcezza ma con piglio militare, alternando fornetto e stufa a pellet. Per il futuro, l’idea è di aggiungere un generatore per dare ancora più serenità alla gestione elettrica. A Basovizza, invece, ho trovato le sacche ammassate: Peter, Francesco ed Eddy avevano fatto il possibile, ma è stato lì che ho avuto la seconda conferma della necessità di una logistica notturna dedicata. Mi sono messo a sistemare le sacche verso le due del mattino, finché non sono arrivati Miha e Michele, carichi di energia e pronti ad accogliere i primi concorrenti alle quattro e mezza. Sebbene la struttura del Center Hotel sia splendida, la disposizione esterna delle sacche andrà rivista. Il prossimo anno potenzieremo Basovizza, sia come orgaico che come disposizione. A Repen ho trovato le sacche sotto il porticato della chiesa, sistemate poi da Fabrizio e Pierpaolo. Non sono riuscito a vedere la partenza della 80 km perché i corridori stavano già risalendo verso Aurisina, ma le partenze mattutine sono state un successo. Il moto soccorso è stato un supporto indispensabile, sia di notte che come apripista da Porto Piccolo: un servizio che l’anno prossimo estenderemo anche alla 57 km per evitare le piccole criticità che si sono verificate quest’anno.
Nonostante il vento incredibile che ci ha impedito di montare archi e nastri alla partenza della 21 e della 15 km, alla fine siamo riusciti a mettere tutto a regime. Il ristoro di Repen si è confermato uno snodo vitale, un team affiatato nato dall’amicizia tra Pierpaolo e Fabrizio, capaci di trasmettere un entusiasmo incredibile nonostante gli spazi ridottissimi. A San Pelagio, nello spazio grande di Gruden, la gestione è stata complessa perché i concorrenti arrivano stanchi e affamati. Ci è mancata fisicamente la presenza di Andrej, che stava poco bene, ma il suo supporto organizzativo è stato costante. Cristiano, Alexander, Nina e Matteo e le new entry “le Alici” hanno coordinato una situazione difficile con grande bravura, superando anche i problemi nel trasporto delle pizze. Per il futuro, raccogliendo il suggerimento di Carlotta, cercheremo di migliorare ancora la pianificazione logistica, invitando i responsabili dei ristori a una programmazione anticipata. Proseguendo nel racconto, arriviamo a Medeazza, il “ristoro di famiglia” dei de Mottoni e dei Marussich, che hanno deliziato tutti con prosciutti in crosta e cotechini. È stato un punto di snodo formidabile, così come il nuovo ristoro di Sela na Krasu, dove la comunità locale e Kostanjevica hanno accolto i corridori con un calore fantastico. Anche a Crociata, Dario e il gruppo di Go For Trail si sono lanciati con coraggio in un ristoro frenetico, dove oltre 2300 persone sono transitate in meno di un’ora. Lo stesso stress ad alto flusso è stato gestito egregiamente a Santa Croce da Ivana e dalla sua associazione.
A Duino, le “cravatte rosse” guidate da Ciro hanno gestito la preparazione delle pizze con una precisione quasi maniacale, misurando i pezzi al centimetro per garantire l’equilibrio perfetto tra calore ed efficienza. E infine il Bora Village, con Enrico che ha accolto tutti con la sua proverbiale flemma e un sorriso che ha scaldato gli animi. Per il 2027, Enrico, ti vogliamo in costume da bagno: l’obiettivo è aumentare le temperature con funghi riscaldati e infrarossi per rendere l’esperienza di chi lavora meno gelida. Un ringraziamento speciale va a chi ha consegnato le medaglie: avete sorriso a ogni singolo concorrente come se fosse il primo, rendendo quel momento unico. Lo stesso spirito è stato trasmesso dal team degli speaker e premiazioni, con gli storici Gilberto e Gianpietro, e la new entry di Daniele, dalla regia video di Ronnie, con Nicola e Alessandra e il led di Thomas.
Abbiamo avuto una diretta di qualità televisiva, degna della RAI, ma anche con un una premiazione finalmente scorrevole grazie ad un Gilberto capace di trasformarsi da grande motivatore a lucido stratega e anello di congiunzione tra premiazioni e arrivi. Il cronometraggio, curato dal team S1 e con i cronometristi pordenonesi, è stato impeccabile, fornendo dati in tempo reale a speaker e ristori come mai prima d’ora. Dietro le quinte, la comunicazione di Tatiana e Stefano ha saputo trasmettere l’entusiasmo dell’evento sui social e sulla stampa, mentre il team video guidato da Urban Group di Matteo Indri e da Jaka ha catturato ogni sfumatura, dal ritratto artistico al paesaggio. Al front desk, Susanna, Anna e Ester e la vulcanica Yarina hanno coordinato un team capace di distribuire pacchi gara complessi con una velocità e una precisione superiore a quella di qualsiasi macchina, mantenendo sempre un sorriso umano.
Un pensiero va anche alla ristorazione. Federico e il suo gruppo quest’anno hanno offerto cibo di qualità superiore alla media degli eventi sportivi, gestendo flussi incredibili e servendo oltre 150 pasti solo per lo staff e i volontari in poche ore. Infine, la spina dorsale della gara: i percorsi. Mentre scrivo, fuori cadono fiocchi di neve e Matteo è fuori con i ragazzi a pulire gli ultimi tratti. È un lavoro immenso che parte dallo studio e arriva alla chiusura delle scope. Grazie a tutti i balisatori e a chi, come Roby, Giorgio, Emanuele, Davide o Serena, ci segnala costantemente nuovi sentieri o criticità come i crolli a Miramare. Un grazie particolare a Matteo, che come me vive l’evento tutto l’anno gestendo gli aspetti tecnici, e a tutti gli storici come Adriano, Giorgio, Emanuele, Lorenzo, Valentino e Giuseppe Sponton. Soddisfazione, certo, ma anche amarezza per alcuni episodi, non si può tollerare che un concorrente tenti di investire un addetto ai parcheggi: valuteremo azioni legali.
Anche a Porto Piccolo, sebbene la collaborazione con NH e Baia di Sistiana sia stata ottima, l’atteggiamento del condominio di PortoPiccolo è stato deludente e poco collaborativo. Un peccato che una struttura con così alto potenziale sia rappresentata in questo modo. Le istituzioni ci hanno sostenuto: la Regione FVG con il marchio “Io sono FVG”, i comuni di Trieste e Duino Aurisina, Sgonico e Monrupino e i corpi di Polizia Municipale di Duino Aurisina e Trieste che hanno supportato l’evento garantendo pochi disagi alla cittadinanza per il tanto traffico, sempre con il sorriso. Sempre presenti a dare un assistenza alla popolazione e ai corridori, indirizzandoli, dando informazioni e vegliando sulla loro sicurezza sono stati i membri della Protezione Civile, I Carabinieri Volonari e i Pompieri Volontari. Un ringraziamento va anche alle comunelle del Carso, prima di tutte, quella di Bagnoli, che sopperiscono alla latitanza di amministrazioni come quella di San Dorligo della Valle, che ancora non comprende il valore di questo evento.
Infine, un grazie alle aziende come Civibank, Roncadin, Radenska e Frutta Friuli, che rendono tutto questo possibile. Rimane la stanchezza, rimane il freddo, ma resta soprattutto la consapevolezza che abbiamo creato qualcosa di straordinario.
Questa avventura prosegue da più di una decade ci sono nuove amicizie, altre svaniscono e questa gara più passa il tempo più assume una sua identità, unn suo spirtito ed una sua anima, di cui noi tutti siamo parte e dalla quale tutti noi volontari traiamo piacere e soddisfazione.
Personalmente devo anche ringraziare (o fornse no? )i miei amici più stretti che mi sono stempre stati accanto anche se non presenti come Francesco, mia sorella Susanna, i miei genitori e tutta la mia famiglia ed il mio Federico, che ogni giorno mi sopportano e mi convincono a continuare ogni volta che, troppo stanco, voglio mollare.
PS: l’anno scorso ho nominato tutti, quasi 400 nomi. Quest’anno ho citato solo i responsabili di gruppo o chi lavora da solo, ma la mia riconoscenza più profonda va proprio a chi, parte di un gruppo, decide di passare una domenica con noi, tra fatica e stress, ma anche garndi soddisfazioni.