Filtro anti-spoofing, i nuovi dati AGCOM: milioni di chiamate illecite fermate in 11 giorni - U.Di.Con Unione per la Difesa dei Consumatori

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Il filtro anti-spoofing introdotto da AGCOM continua a produrre effetti significativi. A poco più di un mese dall’entrata in vigore delle nuove regole sul blocco delle chiamate provenienti dall’estero ma camuffate da numeri mobili italiani, arrivano dati che confermano la portata del fenomeno e mostrano le prime evoluzioni.  Secondo l’aggiornamento pubblicato dall’AGCOM il 29 dicembre, tra il 19 e il 30 novembre sono state bloccate circa 49,3 milioni di chiamate illecite effettuate con numerazioni mobili italiane contraffatte. In media, parliamo di oltre 4,1 milioni di chiamate al giorno, pari a circa il 56% del totale delle chiamate da rete mobile con numero italiano instradate dalle direttrici internazionali.

Un calo netto delle chiamate “finte italiane”

Il confronto con le settimane precedenti parla chiaro. Dal 1° al 18 novembre, prima dell’attivazione del filtro, le chiamate con numero mobile italiano provenienti dall’estero erano in media 26,8 milioni al giorno. Dopo il 19 novembre, la media giornaliera scende drasticamente a 7,4 milioni. Questo significa che una quota enorme di traffico telefonico apparentemente “nazionale” era in realtà generata all’estero tramite tecniche di spoofing, spesso utilizzate per telemarketing aggressivo, truffe o attivazioni non richieste.

Il fenomeno non scompare, ma cambia forma

Parallelamente al calo delle chiamate con numeri italiani contraffatti, AGCOM segnala un forte aumento delle telefonate con prefisso estero reale. Prima del 19 novembre, queste rappresentavano circa il 19% del totale (6,6 milioni al giorno). Dopo l’entrata in vigore del filtro, arrivano a 23,8 milioni di chiamate giornaliere, pari a circa il 74% del totale. Un dato che conferma quanto già emerso nelle prime analisi: il filtro funziona, ma il telemarketing illegale tende a spostarsi verso canali ancora consentiti, come le chiamate con numerazione internazionale autentica, che al momento non possono essere bloccate automaticamente. Ciò rappresenta un chiaro segnale di ripiego da parte delle attività illecite, che, non potendo aggirare il blocco, tentano di utilizzare numerazioni non filtrate, sebbene facilmente riconoscibili dagli utenti.

Nel complesso, i dati rafforzano quanto già emerso nei primi giorni di applicazione: il filtro anti-spoofing rappresenta uno strumento efficace, capace di ridurre in modo drastico una delle pratiche più invasive per i consumatori. Allo stesso tempo, evidenzia la necessità di misure ulteriori, sia sul piano regolatorio sia su quello dei controlli, per evitare che le attività illecite si riorganizzino semplicemente cambiando prefisso.

Fonte: AGCOM

Foto: Adobe Stock

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