Riforma Professioni. Principio chiave dei CdL la difesa della specificità - redigo.info

Compatibilità
Salva(0)
Condividi

Roma, 12 febbraio 2026. Nel confronto sul DDL di riforma dell’ordinamento dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro ribadisce un principio chiave: le competenze delle due professioni non sono sovrapponibili.

Secondo l’Ordine, i Consulenti del Lavoro operano in un sistema strettamente collegato alle politiche pubbliche del lavoro, sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro (e dell’Ispettorato Nazionale. Un assetto che si riflette nel percorso formativo specialistico e nelle funzioni pubblicistiche svolte: certificazione dei contratti, conciliazione, arbitrato, politiche attive e asseverazione di conformità.

La giurisprudenza ha inoltre escluso la possibilità di svolgere il praticantato presso studi di Commercialisti, proprio per la diversa natura delle competenze. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento distintivo: solo i Consulenti del Lavoro possono organizzare strutture associative e servizi fiscali per PMI e imprese artigiane.

Il Consiglio ricorda anche che i Commercialisti possono occuparsi di adempimenti lavoristici solo previa iscrizione alla piattaforma dell’INL e limitatamente alla provincia dell’azienda assistita.

La chiave sta nel rispetto del ruolo specifico

La richiesta è chiara: la riforma deve rispettare i confini professionali e preservare il ruolo specifico dei Consulenti del Lavoro nel sistema delle politiche del lavoro.

Redazione redigo.info

Recapiti
redazione