Appuntamento il 21 maggio per un incontro di informazione destinato a chi affronta la non autosufficienza
Un incontro pubblico di informazione e approfondimento a favore di famiglie e caregiver che affrontano il dramma della non autosufficienza. È quello che ha promosso lo Spi Cgil Verona venerdì 22 maggio alle ore 11.00, presso il Payanini Center di via San Marco 114, Verona.
“La non autosufficienza è un evento in grado di travolgere qualsiasi famiglia, economicamente, organizzativamente ed emotivamente. Da un giorno all’altro una famiglia si può trovare completamente impreparata ad affrontare un cambiamento radicale della propria vita quotidiana, delle proprie relazioni, dei propri equilibri economici e psicologici” spiega il segretario generale Spi Cgil Verona, Adriano Filice. “Carenze del sistema sanitario pubblico, burocrazia e frammentazione dei servizi sul territorio rendono molto difficile orientarsi fin dal primo step del certificato rilasciato dal medico di base, che oggi può arrivare a costare oltre 200 euro, oltre ad attese spesso lunghissime“.
“Per questi motivi – continua Filice – abbiamo pensato di fare il punto della situazione dal punto di vista delle famiglie. Passeremo in rassegna i percorsi da attivare, i servizi da richiedere e i diritti da esigere, le criticità da affrontare per una famiglia che si trovi a far fronte alla non autosufficienza di un proprio caro, rispondendo a domande estremamente pratiche quali, ad esempio: quando si ha diritto all’assegno di accompagnamento, all’impegnativa di cure domiciliari o all’impegnativa di residenzialità? Che cos’è una scheda SVaMA e come si ottiene?”
I relatori illustreranno i principali temi di interesse pubblico trattati durante la mattinata di lavori, presentando i dati epidemiologici del territorio scaligero, le barriere economiche d’accesso ai servizi e le proposte per un welfare pubblico integrato.
“Le difficoltà delle famiglie non derivano solo dall’invecchiamento della popolazione, ma anche da anni di indebolimento della sanità territoriale e dei servizi pubblici di presa in carico. Come sindacato dei pensionati abbiamo un ruolo di denuncia e di pungolo verso le istituzioni, ma anche un compito di informazione e di orientamento nei confronti di famiglie che da un giorno all’altro devono letteralmente reinventarsi in assenza di riconoscimento ufficiale, supporti, informazione e servizi adeguati”.
“Ci aiuteranno Anna Maria Bigon, consigliera regionale e punto di riferimento sul territorio; Chiara Luisetto, vicepresidente della Commissione Sanità e Sociale della Regione Veneto e relatrice di una proposta di legge regionale per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver familiari; Nicoletta Biancardi, segretaria Spi Cgil Veneto. Il ruolo dei caregiver familiari è oggi sempre più centrale e troppo spesso invisibile. Dietro alla non autosufficienza ci sono migliaia di familiari, nella maggior parte dei casi donne, che sostengono quotidianamente un peso enorme dal punto di vista umano, organizzativo, lavorativo ed economico senza adeguati riconoscimenti e sostegni.”
“Allo stesso tempo – conclude Filice – non perderemo di vista il quadro generale dell’epocale partita della non autosufficienza nel veronese, che proprio in questi mesi arriva ad un punto di svolta, a partire dalla scadenza della riforma della sanità territoriale disegnata dal Pnrr. Case e Ospedali di Comunità sono chiamati a farsi carico di oltre 110 mila ultra 65enni veronesi con almeno una malattia cronica, molti di loro destinati alla non autosufficienza. Prendersi cura di queste persone, garantire loro una buona qualità di vita e una presa in carico precoce significa non solo tutelare la dignità delle persone, ma anche risparmiare milioni di euro di costi sociali e sanitari legati all’assistenza della non autosufficienza“.
“Questo scenario apre anche una grande questione sociale e finanziaria che riguarda i Comuni, la Regione e il futuro stesso del welfare territoriale. Ai Comuni, che da soli non possono affrontare questo enorme tema, si pone già oggi anche nel veronese il problema di reintegrare e rafforzare i fondi destinati al sostegno delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, sempre più schiacciate da costi assistenziali non più sostenibili. Esiste anche una precisa responsabilità della Regione Veneto nel reperire nuove risorse, rafforzare la sanità territoriale, aumentare gli strumenti di sostegno alla domiciliarità e garantire una reale presa in carico pubblica della non autosufficienza. Ed esiste una grande responsabilità nazionale: la riforma della non autosufficienza approvata dal Parlamento rischia di rimanere largamente sulla carta senza adeguati finanziamenti, senza un rafforzamento strutturale della sanità pubblica e senza un vero piano nazionale capace di sostenere concretamente le famiglie e i caregiver” conclude Filice.